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Eccentric simple twisted and altered themes, definitely interesting when compared to the Italian average, characterize
Diana Debord's photography, as well as its immediate detectability in a vast sea often sailed by too many ships.
Her most noticeable and curious topics are her self-portraits, which evoke dreamlike quotes by Edgar Allan Poe or the mythological story of Ophelia.
The rest of her production is an interesting pop mixture which at first appears easy to interpret, but actually has a much deeper meaning: the concept of Woman which Diana Debord wants to convey, for example, is a multiple multi-faceted universe, where the personality and the specificity of a single person are rehabilitated and re-interpreted at the expence of physicality and of being a mere object to immortalize.
She photographs feminist -not antisexual- women, fragile girls, dreamy children, her portraits are embellished by her skilful exploitation of color, light years away from easy tricks commonly used to break through the Web and obtain easy approval.
In her work, Diana Debord uses digital , but also film cameras, experimenting a lot with vintage and "low cost" instruments, which have the merit to further enhance her technical skills and undoubtedly original ideas.
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♥ Colori d'Italia
april 2012, Silistra Modern Art Gallery (Bulgaria)
info soon »
♥ MicroRoom
contest / january 2012
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♥ micro²
group / january 2012
Galleria l'Acanto, Milan »
♥ Tribuna Novarese
newspaper / december 2011
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Temi eccentrici, semplici, stralunati e sghembi, senz’altro interessanti se paragonati alla media italiana. La fotografia di Diana Debord si connota per essere riconoscibile in un maremagnum spesso solcato da troppi velieri.
I filoni più apprezzabili e curiosi sono gli autoritratti, nei quali vengono evocate oniriche citazioni ad Edgar Allan Poe o alla mitologica vicenda di Ofelia.
Il resto della produzione è un’interessante miscela pop apparentemente di facile interpretazione, ma con qualcosa in più: il concetto di donna che Diana Debord vuole raccontare, ad esempio, è un universo molteplice, dalle mille sfaccettature, dove la personalità e le specificità della singola persona vengono riabilitate e reinterpretate a scapito della fisicità, dell’essere semplice oggetto da immortalare. Donne femministe ma non antisessuali, fragili bambine, infantili sognatrici, ritratti impreziositi dalla sapiente valorizzazione del colore, lontani anni luce dai facili espedienti per spopolare sul web e ottenere un pronto consenso.
Per i suoi lavori Diana Debord utilizza macchine fotografiche digitali, ma anche a pellicola, sperimentando moltissimo con strumentazioni vintage e “low cost” che hanno il pregio di esaltare ulteriormente le abilità tecniche e le idee senza dubbio originali. - Roberto Conti
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♥ Colori d'Italia
aprile 2012, Galleria d'Arte Moderna di Silistra (Bulgaria)
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contest / gennaio 2012
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♥ micro²
collettiva / gennaio 2012
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♥ Tribuna Novarese
giornale / dicembre 2011
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